Manlio Della Serra

Chi osa affermare che la cattiveria umana ecceda la misericordia divina?

 
 
 

cover Sulla blasfemiaPer quanto infinito e sempre possibile, anche il male è una cosa piccola.

Tutto il male è perdonabile.

Tutto il male è irreparabile.

Può il male confrontarsi con l’immisurabile? E il male, si può misurare?

Bestemmiare è mettere a confronto termini imparagonabili. Ad esempio, è rifiutare la gratuità e la gratitudine di un gesto, per rinvenirvi un calcolo nascosto, un possesso.

Bestemmiare è confondere il male con il bene.

Bestemmiare è dire la verità.

Si possono classificare i mali, le colpe, i peccati, le pene. Si può decidere la quantità del male. Si possono elencare i motivi del male. Si può rispondere al male con la giustizia.

Ma tutto il male è irreparabile.

Tutto il male è una cosa piccola, umana.

 
 

(Suggestioni tratte da Riccardo di San Vittore, Sulla blasfemia, a cura di Manlio Della Serra, con un testo inedito di Ivano Porpora, Armillaria, 2016. Il titolo è una citazione estrapolata da p. 39, capitolo III)

 
 
 

La caparra dell’anima

 
 
 

La caparra dell’anima (De arrha animae) di Ugo di San Vittore, a cura di Manlio Della Serra – il quale firma introduzione, traduzione dal latino e note –, inaugura nel settembre di quest’anno la casa editrice Armillaria.

Caparra_coverNel saggio che precede l’opera, L’anima allo specchio, il curatore chiarisce il contesto storico e culturale in cui è da situarsi lo scritto (la Francia del XII secolo), alla luce degli studi e dei dibattiti teologici cattolici coevi, soffermandosi sulla figura dell’autore e dei suoi rapporti con i contemporanei – a partire dalla centralità della questione della carità – e sullo stesso De arrha animae.

La caparra dell’anima è un serrato soliloquio in forma di dialogo tra un uomo e la propria anima, suddiviso in tre parti, Prologo, Soliloquio e Confessione.

Nella prima breve sezione si legge che il testo è posto da Ugo di San Vittore all’attenzione dei monaci di Hamersleben ed è da intendersi quale occasione per imparare “dove è opportuno cercare il vero amore e in quale modo […] sollevare i […] cuori alle gioie più elevate con l’applicazione delle meditazioni spirituali” (p. 35).

Il nucleo dell’opera è dunque il Soliloquio, che si apre con l’interrogativo rivolto dall’uomo all’anima su cosa sia da essa prediletto (dice l’uomo che la vita dell’anima è dilezione). “Tra tutte le cose che appaiono” (p. 39) l’anima non ha trovato ciò che è da amare sopra ogni cosa, essa vaga tra i desideri e sente la mancanza dell’amore vero.

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