L’Avventura e l’Ordine

La biblioteca di Gould

 
 
 

Questo libro di racconti pubblicato da L’Orma Editore nel 2013, La biblioteca di Gould. Una collezione molto particolare di Bernard Quiriny (tradotto dal francese da Lorenza Di Lella e Giuseppe Girimonti Greco), è un cosmo attraversato da tre vie parallele, ciascuna delle quali condivide con l’altra l’entusiasmo per la bizzarra catalogazione.

Cover-Quiriny-solo-fronte-grandeLa prima via, Una collezione molto particolare, comprende nove capitoli dedicati a differenti (e originali) settori della biblioteca di Gould.

La seconda, Dieci città, raccoglie storie balzane che accadono ciascuna che accadono ciascuna in un luogo inventato ma appartenente a uno Stato o regione realmente esistente.

In La nostra epoca (la terza via), infine, si legge la cronaca di sei improbabili eventi, di “alcuni dei profondi mutamenti che stanno stravolgendo la faccia della Terra”, analizzati nelle loro rocambolesche conseguenze. In particolare, “la resurrezione di massa”; “la libertà di cambiare nome a proprio piacimento”; “lo scambio dei corpi durante l’amore”; “il problematico congiungimento di realtà parallele”; “l’inspiegabile espansione della superficie del globo”; “la scoperta di un elisir di giovinezza” (p. 21).

Fuori da queste precise collocazioni (da tali vie) rimangono i racconti Schnell! e Il mirabolante Gould (quest’ultimo un ritratto, ancora una volta in parti, sezioni, eseguito dal narratore, amico dell’eccentrico protagonista Pierre Gould).

Il libro si muove infatti tra sistemazione (ordinamento) e inesauribile invenzione, tra riconoscibilità e variazione (prendendo a prestito due parole che Borges sceglie per dare il titolo a un proprio saggio, L’Avventura e l’Ordine), sia sul piano della macrostruttura sia nella dimensione interna a ciascuna storia.

Una collezione è infatti il raggruppamento di taluni elementi che condividono una o più caratteristiche; i criteri che stabiliscono una suddivisione sono però arbitrari, non definitivi, per quanto l’essere umano non possa negare un bisogno di certezze che spinge ad obbedire a essi ciecamente.

È a questo punto che intervengono la fantasia e l’immaginazione, le quali, se non costituiscono semplici evasioni né consolazioni, cioè compensazioni, mettono in nuova o rinnovata relazione le cose del mondo tra loro. (altro…)