Laurana Editore

Lettere matrimoniali

 
 
 

Uscito nel gennaio del 2016 per Laurana Editore, Lettere matrimoniali è un romanzo epistolare di Claudio Lolli che, a essere più precisi, si dovrebbe definire romanzo epistolare unidirezionale. Nel senso che in esso sono contenute unicamente lettere che il protagonista (nel quale non è difficile riconoscere lo stesso Lolli) scrive alla propria moglie.

Sono missive passionali, ironiche, drammatiche, erotiche, che pur nelle differenze di tono e di intenzioni paiono tutte scaturite da un identico atteggiamento: l’onestà.

Onestà che, se dal punto di vista formale si declina in uno stile sì sorvegliato ma semplice, senza alcun compiacimento, dal versante dei contenuti ci offre un’inesauribile confessione della propria intimità, della propria impulsività.

Viene dunque meno la dicotomia tra argomenti dicibili e indicibili. E non solo: se è vero, come è vero, che un’autentica copertina_lolli:copertina_ferrero.qxd.qxdconfessione si pone al di qua del ragionamento, al di qua dell’organizzazione logica del discorso (e del pensiero), ecco che in Lettere matrimoniali troviamo numerosi passaggi in cui convivono inopinatamente tenerezza e sensualità animalesca: “Non so spiegarti bene perché, ma ai miei occhi sei la donna più bella del mondo e quando ti presento a qualcuno come ‘mia moglie’ provo un orgoglio incredibile e mi si drizza, come in questo momento in cui ti sto affettuosamente scrivendo”, p. 7; “Mi hanno fatto mettere un buffo vestito verde con un copricapo verde e delle pantofoline verdi. E ho potuto vedere. Il mio oggetto del desiderio dilatarsi in una misura che il mio cazzo non avrebbe mai potuto riempire o soddisfare. E lì ho capito che per una donna ci sono altre priorità rispetto al cazzo del marito. Per esempio la testa di un figlio, che esce lentamente ma decisamente. Tu soffri ma sei anche felice. Io sono un idiota che ti ha solo scopata, ma ti voglio bene”, pp. 11-12.

Tale onestà eccede talvolta l’ambito familiare e investe il senso stesso dello scrivere: “E anche queste mie scritture a te, così oscene o esplicitamente erotiche, vogliono dire questo. Lo so che mi sto allontanando inesorabilmente dalla vita, ma non voglio, almeno finché ci sei tu che ti fai toccare e ti fai baciare e quando arrivi all’orgasmo emetti un piccolo gemito e poggi la testa sulla mia spalla come dicendo: «Grazie». Ma sono io invece che devo ringraziarti”, p. 48. (altro…)

Favole del morire

 
 
 

Pubblicato nel febbraio 2015 da Laurana Editore, Favole del morire di Giulio Mozzi raccoglie sette testi di varia natura, scritti tra il 2003 e il 2014, attorno al tema del morire.

La stanza degli animali, che apre il volume, è la rappresentazione onirica e oscuramente e ossessivamente interiore, espressa con parole chiare in un ritmo vorticoso e serrato, di una casa, di una stanza, di un figlio, di un padre, di bestie chiuse in barattoli di formalina, di un delitto. La sensazione di soffocamento e di prigionia caratterizza le pagine di questo racconto suddiviso in dieci sezioni, quasi che le cose accadessero e si susseguissero in un mutare che non porterà mai al loro cambiamento, eternamente interne a qualcosa di immobile e vago, eppure opprimente. “Gli animali assenti sono padroni della mia vita”, scrive infatti Mozzi (p. 40).

MOZZI_Favole_copertinaIndefinibile è il morire, verbo all’infinito che unisce la presenza e l’assenza, il non essere più e il non essere ancora in un nuovo stato, l’azione e il decadimento.

“Credete di muovervi, e siete incatenati al centro del circolo che perpetuamente, ma non perpetuamente, percorrete”, si legge in Operetta di giugno, ispirata agli affreschi del Ciclo dei Mesi di Torre Aquila, nel Castello del Buonconsiglio di Trento. Il movimento è allora un inganno, un’immaginazione dell’uomo che crede così di poter tenere legata a sé l’esistenza con i gesti e il moto del corpo: “Mentre voi sognate che ella aumenti la vostra vita, il suo unico desiderio è sottrarvi una porzione di vita. Amici miei, come potete credere alla musica? Ogni passo della vostra danza è un passo che vi allontana dalla vostra origine e vi avvicina alla vostra fine. Voi credete di tornare sempre nello stesso luogo, completato il circolo; invece, percorrendo circoli su circoli, come corpi catturati in un gorgo d’acqua, sprofondate verso il fondo del gorgo, dove la bestia finale vi attende, pazientissima” (p. 55).

Parimenti è preso nell’andare imperturbato e mai interrotto dall’ignoto e dal caso il pesce nel vaso, protagonista del sonetto che chiude il volume, Comica finale: “il vano suo aggirarsi è un moto immoto” (v. 8, p. 137).

Se la vita di ciascuno è sempre segnata dall’esistere dell’altro (vivo o scomparso, vivente di specie vegetale o animale che nutre l’uomo e raccoglie ciò che di lui rimane), il morire è allora la fine di ogni legame, l’abbandono alla solitudine del proprio corpo che viene meno e si spegne: “So bene perché vi tenete per mano: perché ciascuno di noi, di voi, non è capace di essere vivo nella solitudine” (Operetta di giugno, p. 53); “La vostra vita è fatta di vita altrui. […] Ciascuno di voi è cibo dell’altro” (Ivi, p. 54); “Quando la mano si staccherà dalla mano, sarà la fine. Ciascuno, ciascuna di voi sarà solo, sola” (Ivi, p. 53).

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Era solo una promessa

 
 
 

Nel triennio 1992-1994, Mani Pulite portò in Italia il miraggio di una rivoluzione, morale ancor prima che sociale. Su quelle indagini giudiziarie si proiettarono, troppo frettolosamente e ingenuamente, i desideri (anche, se non soprattutto, individuali) di riscatto. Ma il 1992 fu anche contrappuntato dai due omicidi dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; quei due avvenimenti, così imprevedibili e vasti nella loro tragicità, fu come se non vanificassero bensì spostassero più in là, in un punto ineffabile, il miraggio.

copertina_promessa_2:copertina_berlusconario.qxd.qxdIn questo clima di angosciosa euforia è ambientato Era solo una promessa, romanzo di Fausto Vitaliano uscito per Laurana Editore nel 2012. Sempre con Laurana, Vitaliano pubblicherà due anni dopo un altro romanzo, Lorenzo Segreto, già recensito su questo blog.

Era solo una promessa è suddiviso in cinque parti: le prime tre coprono ciascuna un anno dal 1991 al 1993, la quarta ha per titolo Fine ’93, inizio ’94, la quinta Oggi, 2012.

Il libro narra la vicenda di Alessandro, fotografo trentenne che ha perso i genitori in un incidente ferroviario (e che vive mantenuto dall’assicurazione); Letizia de Santillana, direttrice della rivista Modern con cui Alessandro collabora, gli affiderà un servizio presso la villa dei Neyroz, ricca famiglia di industriali di provincia. Alessandro entrerà così in contatto con l’anziano Vittorio Neyroz e coi tre figli di lui: i gemelli Giulio ed Eduardo, suoi coetanei, e la figlia minore, la bellissima Silvia, con la quale il protagonista intreccerà una tormentata storia d’amore. (altro…)

Lorenzo Segreto

 
 
 
Front_VitalianoLorenzo Segreto di Fausto Vitaliano (Laurana Editore, 2014) è un romanzo sulla ricerca della propria identità.

La vicenda principale si snoda lungo un periodo ben preciso: dall’1 al 29 gennaio del 2000. Ci sono poi due brevissime appendici (forse non indispensabili): la prima collocata in un futuro imprecisato, nella quale si svela l’identità – riecco la parola – del narratore; la seconda ambientata nell’estate del 2012. Il tempo zero della storia individuale di Lorenzo Segreto, inoltre, si intreccerà di continuo con la Storia, soprattutto con un oscuro episodio della guerra partigiana.

Ma chi è Lorenzo Segreto, il protagonista del libro? Lavora, Lorenzo, come junior manager presso una società milanese di recupero crediti, la Crediback; è un uomo intelligente, affascinante e irrisolto; è nelle grazie di un anziano e assai potente uomo d’affari, il barone (curioso che, con l’andare delle pagine, il titolo si maiuscolizzi in Barone) Vincenzo Cotto di Leocata; ottiene in breve tempo la piena fiducia di Bianca Navel, presidente della Crediback e personaggio privo di scrupoli; allaccia un ambiguo rapporto amoroso con Adriana, la cui vera identità (di nuovo) sarà rivelata solo nelle battute conclusive; sperpera denaro in una bisca sotterranea gestita da un suo amico, il cinese Shéng Whou; ha un fratello maggiore, Valter, zoppo da una gamba, ex terrorista di estrema destra; una madre alcolista, Livia, ricoverata in una clinica psichiatrica; un padre, Antonio, andatosene via di casa prima della sua nascita; e un nonno, Tito Profeta, ambiguo attore del già citato episodio storico. (altro…)