Anna Kuliscioff

Io in te cerco la vita

 
 
 

Io in te cerco la vita. Lettere di una donna innamorata della libertà (a cura di Elena Vozzi, L’orma editore 2016) raccoglie alcune epistole di Anna Kuliscioff, in gran parte indirizzate ad Andrea Costa e a Filippo Turati.

kuliscioff-solo-fronteLeggendo queste pagine è evidente che, mentre comunica se stessa agli altri, Anna è costantemente in contatto con il nucleo più vero, vitale e libero della propria esistenza.

Il libro offre infatti il ritratto di una donna che ama e che lotta con un’incessante attenzione alla realtà e alle relazioni, anche quando questo comporta il rinunciare a qualcosa di sé, forse non tanto per una decisione opportunistica volta all’autodifesa – anche se è questa l’interpretazione che dà del proprio comportamento la Kuliscioff – quanto piuttosto per stare nel mondo senza volerlo a ogni costo cambiare, senza pretendere di far capire chi si è né di convertire ai propri modi gli altri, senza cercare, in altri termini, di eliminare le distanze tra sé e la realtà:

“È vero che dinanzi alle padrone di casa ti chiamavo mio marito, per rispetto alle loro opinioni e perché non sempre si può rispettare l’opinione della gente da cui si vive e non per altruismo certo, ma per puro e semplice egoismo: così qui dove i nostri rapporti non sono conosciuti o rammentati, non credevo e non credo necessario di parlare delle nostre relazioni passate, che del resto parrebbero uno scandalo alle persone fra le quali vivo”, p. 42.

Accettare il mondo non significa tuttavia cedere alle sue lusinghe, alla vanità, cercare la sua approvazione e i suoi premi: “Avrai la forza, avrai il coraggio di rinunziare per un certo tempo agli ossequi del mondo?”, p. 80.

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