Spietati i mansueti

 
 
 

Come può il desiderio – che per sua stessa natura è informe, illogico, intempestivo – coesistere con l’organizzazione quotidiana dell’esistenza, che poggia sulla stabilità, su un senso univoco, su un determinato ritmo cui aderire?

Questa domanda corre lungo tutt’e cinque i racconti che compongono Spietati i mansueti, scritto da Lisa Ginzburg e uscito per Gaffi nell’ottobre del 2016.

Apre la raccolta Buonanotte gattina, che narra la storia di due amanti, Galia e Luc. La loro relazione prosegue fino a quando un accadimento drammatico non allontanerà, di colpo e definitivamente, l’uomo dalla donna: “Il figlio quindicenne di Luc contrae l’epatite C in una forma grave, viene ricoverato in ospedale”, p. 12.

E così anche il loro amore clandestino, come ogni cosa di umana pertinenza, nulla puòginzburgcoverdef contro la finitudine. Di cui il mestiere di Galia, che scrive necrologi per una rivista patinata (alcuni dei quali compaiono in corsivo all’interno del testo), è impietosa testimonianza.

Protagonista del racconto che dà il titolo all’opera, Spietati i mansueti, è Sabine, una giovane donna che, nonostante l’amore del proprio compagno Didier, non riesce a superare il trauma di uno stupro di gruppo subìto a sedici anni. Finché la loro relazione non si logorerà e la donna, su suggerimento di una collega, racconterà la propria esperienza a Shocked, un sito Internet che si rivolge a persone vittime di violenze. Grazie al suo resoconto sarà invitata come ospite di una trasmissione televisiva, finirà per ottenere una piccola notorietà e forse riuscirà finalmente a elaborare l’episodio della propria adolescenza. Magari perché confidare pubblicamente un terribile segreto può in qualche modo equivalere a esorcizzarlo o perché affidarsi alla realtà indiretta dei media rende la verità più prossima alla finzione, dunque più tollerabile.

In Hidden light Miriam, brillante ricercatrice presso l’Institut Curie, si separerà dal marito Serge, ingegnere, che per tutta la durata del loro matrimonio la accuserà di un eccessivo attaccamento ai propri genitori. In queste pagine, la dimensione pubblica e quella privata rivelano comportamenti in netto contrasto fra loro. Nel rapporto tra Miriam e Serge, l’intimità sembra vissuta come funzionale alle rispettive posizioni sociali: “La rabbia per l’assoggettamento di Miriam ai genitori, Serge la sfoga a letto. Lì è dominatore assoluto, e lì Miriam lo subisce e lo asseconda, non perché lo schema la ecciti particolarmente, né per educazione ricevuta; perché sa quanto quel gioco delle parti sia fondamentale, il perno su cui l’intero loro fragile equilibrio coniugale si regge. […] Perché sa quanto quei ruoli facciano da contrappeso alla sua riuscita nel lavoro”, p. 61.

Ma assai meno mediato sarà l’istinto che, successivamente, spingerà Serge verso Jacques, agente immobiliare: se con Miriam l’amore esigeva, paradossalmente anch’esso, ruoli statici cui conformarsi, qui si presenta al contrario come forza dirompente, che preesiste a ogni calcolo e sbaraglia ogni ordine.

In Missioni sarà Joel, il figlio di Valérie e Daniel, a determinare la separazione della coppia. Daniel in seguito si innamorerà di un’altra donna, Nadja, che presenterà al bambino; ma quando Joel (che soffre di un grave danno neurologico) farà subire anche a lei una delle sue esplosioni di violenza, Daniel si renderà definitivamente conto che il rapporto col figlio non potrà che essere esclusivo, assoluto, e dovrà assorbire l’intero suo amore: “Sono tuo papà, Joel, nient’altro che il tuo papà”, p. 97, corsivo nel testo.

L’amore cammina non è solo il titolo del quinto e ultimo racconto ma, probabilmente, anche la chiave di lettura dell’intera raccolta. In occasione della morte di una sua ex professoressa, durante uno scambio di mail tra vecchi compagni di scuola per ricordare la figura della docente, Antonia ritroverà Moses, con cui aveva avuto una relazione all’ultimo anno di liceo, quando l’uomo faceva il servizio militare. La profonda differenza tra le loro personalità, che si paleserà soprattutto nell’àmbito sessuale, sancirà la fine del loro rapporto. Il dolore per l’abbandono e la scoperta di una nuova fidanzata di Moses porteranno Antonia a concedersi al di lui fratello Alberto: “Alberto era mite, inoffensivo; questo glielo rendeva intimo, qualcuno di cui poteva fidarsi. Sotto le carezze di lui aveva palpitato il suo piacere, caldo, pieno – gonfio di tutto l’abbandono che non aveva provato con Moses”, p. 113.

Non è forse esatto dire che in queste cinque narrazioni l’amore, così repentino nel sopraggiungere come nel concludersi, non resiste alla vita. L’amore passa per i corpi e le identità senza concedere privilegi, ignorando intelligenze e pianificazioni, debiti col passato o tensioni verso il futuro; è impulso impossibile da prevedere e altrettanto impossibile da trattenere.

Allora è la vita, eterno rituale da assolvere, che non può resistere alla libertà, totale, dell’amore.

 
 
 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...