Quattro poesie

 
 
 

di Michele Miccia

 
 
 
 

Non tutto è perduto
se chiedo di rimanere qui immobile
su questo campo che
è stato di tarassaco,
il vento e le termiti mi consumano20150719231100duchamp_-_nude_descending_a_staircase
la carne e le ossa, infine
dai miei liquidi l’alone calcareo
che farà da guscio a chi ne è sprovvisto,
sono entrato nel ciclo
dell’acqua, fluttuo nel
gioco delle correnti che mi spremono
in pioggia, ritorno a quell’acqua
di terra che mi ripete ogni
giorno cambiando nome.

 
 

Prendete di me quello
che volete, a cercare
qualcosa troverete, tutto
a buon mercato e senza costi
aggiuntivi, le pupille che ancora
riflettono la violenza dell’ultima
immagine raccolta con
avidità, apritemi e risucchiate
il grasso, emergeranno
passaggi ancora casti
attraverso un organo e l’altro,
rimarginature di oblio, custodi
della fatica della
carne che si rigenera
senza domandarsi perché.

 

 

Addestro cani per lanciarli
con successo nelle attività umane,
dando e togliendo insegno loro
il bon ton, la mia lingua
è l’italiano, il loro
istinto domo col mio idioma,
anche i cani imparano l’italiano,
scappano a volte dalla servitù
tutto è da rifare,
l’educazione dimenticano
quando in territorio ostile s’infiltrano,
le loro azioni non
corrispondono più al loro
passato linguistico, suoni
di pace e fratellanza
vengono interpretati come
un invito a sbranare.

 
 

Se sono concavo non ho
un incavo che mi contenga,
se luce un’ombra mi imbavaglia,
non ho un contrario che
mi faccia concorrenza
mi limiti o mi aumenti,
il mio nome va per
me nello stretto della sua orbita
ad evitare la
frattura per uscire
dai ranghi, sfuggire allo scontro.

 
 

Michele Miccia, nato nel 1959, vive e lavora a Parma. Comincia a scrivere adolescente e a venticinque anni decide di smettere, cestinando quanto sin lì prodotto. Nel 2006 riprende a scrivere. Dal 2006 al 2011 pubblica in varie antologie poetiche. Nel 2011 pubblica, stampandolo in proprio, Il ciclo dell’acqua – Parte di sotto; e nel 2014, per i tipi de L’arcolaio, Il ciclo dell’acqua – Parte di dentro, di cui questo blog ha ospitato tre coppie di poesie (qui, qui e qui). De Il ciclo dell’acqua – Parte di mezzo, pubblicato nel 2016 sempre da L’arcolaio, sono apparsi in anteprima su Squadernauti tre componimenti (qui). I quattro testi che qui presentiamo fanno parte de Il ciclo dell’acqua – Parte di fuori, di prossima pubblicazione presso il medesimo editore. Sue poesie sono apparse su diversi blog e in riviste cartacee.

 
 

L’immagine proviene da qui.

 
 
 

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