Finalmente tutto finì

 
 
 
Forse la vita non è che un continuo assedio.

Non restano che cronache di spostamenti, elenchi di nomi, di volti incontrati, di figure singolari e uniche da tratteggiare rapidamente durante una corsa incessante, durante la quale al rischio di perdere la vita a causa della violenza del mondo si aggiungono piccoli e noiosi incidenti.

“A un certo punto il cameriere mi rovescia addosso un bicchiere di vino rosso. Tutto il mio vestito, unico che ho in viaggio, e, direi, anche a casa, a doppio petto di lana grigio chiaro è sconciato. Le signore mi consigliano di versare del sale sulle macchie. Strofino con acqua fredda, con acqua calda, con sale, con tovaglioli. Per consolarmi dicono e mi dico che il vino versato porta bene”, in Il viaggio del Milione, p. 52.

Senza requie è il viaggio di Leonardo Borgese nel luglio 1943 dalla Valtellina a Roma per presentarsi dinnanzi alla commissione che deciderà del risarcimento da lui richiesto per i danni che la guerra ha causato ai beni di famiglia.

Scrivere allora non è che testimoniare il pericolo che incombe sugli umani, il rischio imminente della disfatta, della distruzione.

“Vado a letto. Allarme. Non mi alzo. Ma dopo un’ora circa comincia una sparatoria e dei fracassi notevoli assai. Mi seccherebbe crepare per una scheggia dell’antiaerea. Per cui decido di scendere in rifugio”, Ibidem.

Cos’è che muove ad andare avanti, a lasciarsi stipare insieme ad altri corpi sconosciuti, a non cedere alla pigrizia, alla rinuncia, alla rassegnazione?

“Ma c’è sempre a farmi fare le cose quel maledetto senso protestante del dovere, e il senso che se non fo è per causa della mia infingardaggine morale. Facciamo, dunque”, Ivi, p. 55.

Un fare che è semplicemente assecondare l’unico grande movimento del mondo, il tempo, un agire quotidiano, non eccezionale, ma che sceglie di non fare propria quella violenza che accomuna oppressori e resistenti: “È inutile, fascisti o partigiani, la gente che maneggia le armi è sempre la stessa” (in Lettera al padre, p. 29), scrive nell’agosto del 1945 a Giuseppe Antonio, che vive in America con la nuova moglie, Elisabeth Mann, figlia di Thomas.

“Finalmente tutto finì” (Ivi, p. 30), conclude così il proprio resoconto sulle peripezie degli anni di guerra Leonardo, che nonostante le traversìe, il dolore, le perdite, ama il proprio tempo ed è incapace di risentimento, di vendetta, di desiderio di purezza dopo i tradimenti e le ingiustizie patiti.

Leonardo è un uomo che vede ogni cosa: non rifiuta di misurarsi con le miserie quotidiane, si accorge dei piccoli e grandi misfatti tuttavia li tratta quasi di sfuggita, con sguardo e parole incuranti e distaccati che tradiscono non tanto superiorità quanto piuttosto misericordia; come se una qualche forma di uguaglianza esistesse davvero tra gli uomini, come se si potesse stare davvero al mondo senza legarsi a qualcosa di particolare e di rassicurante ma accettando di muoversi, quali figure al contempo inermi e salde, nel presente, non meno ignoto del passato e del futuro.

Un uomo sotto assedio, braccato, ma senza paura.

“Spiritualmente non sono ottimista, ma neppure pessimista. Al futuro penso poco, perché penso che non ci sia che lavorare e ricostruire. Certo è che per me, per la mia generazione, è stato duro e dubito assai possa produrre qualcosa di artisticamente o spiritualmente molto alto. Il pensiero dei nostri morti, di alcuni morti, mi turba molto. […] Sono contrarissimo all’epurazione. Non ho denunciato nessuno fra quanti, tanti, han tirato alla mia pelle. Non rivendico nulla di quanto mi è stato tolto e ne avevo diritto, di quanto avrei potuto avere e non ebbi o non ho”, Ivi, p. 31.

 
 

(tutte le citazioni sono tratte da Leonardo Borgese, Finalmente tutto finì, Archinto, Milano, 2016)

 
 
 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...