Vivere, essere dettati

 
 
 

carp-leaping-up-a-cascadeVivere, essere concentrati solo sull’invisibile, cioè vivere in una continua vaghezza, distrazione, in un distacco misericordioso dal mondo.

Essere dettati.

Vivere, cioè ascoltare tutto, sentire ogni cosa senza sentirsene mai vittima.

Vivere non è la conoscenza raggiunta, l’esperienza fatta. Vivere è compiere pochi atti silenziosi, incuranti, senza significato, dimenticati.

Nessun potere sopravvive davanti alla vita, nemmeno quello dell’intelligenza, della cultura.

È come un’obbedienza naturale che non fa servi né padroni.

Vivere senza servire né comandare.

Vivere senza preoccuparsi di fare errori, di fare bene, di fare.

Vivere senza dimostrare, senza cercare gli errori degli altri, senza correggere.

Vivere non è affermare una presenza, ma dedicarsi – senza volontà – all’assente.

Vivere è accettare di non poter controllare il tempo.

Scrivere allora è solo assecondare un movimento.

 
 

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