Esercizi di scrittura

 
 
 

haboku-sansui-1495.jpg!HDBisogna prepararsi a fare a meno di tutto.

Eppure occorre riconoscere ogni presenza con precisione, accoglierla nelle sue contraddizioni, delimitarne i confini, coglierne la misura.

Bisognerebbe lottare quotidianamente con la materia, presente e impenetrabile, imprendibile, e accettare di perdere, di avvicinarvisi soltanto.

Bisognerebbe prevedere le conseguenze, pensare all’esistenza del tempo, cercare la profondità, conoscere i dettagli, le sfumature di significato, rinvenire le contiguità tra un sentimento e l’altro, distinguere, trovare le somiglianze.

Bisognerebbe dimenticare quanto capito, adeguarsi solo allo spazio, alla superficie, stare nel paesaggio.

Bisognerebbe rinunciare alle voci, alle posizioni, ai punti di vista, alla volontà di aggiungere, a ciò che è ricerca di spiegazione, di conferma, di pienezza, di completamento.

Eppure bisognerebbe sapere e accettare che ogni cosa è necessaria.

Ma soltanto la materia è nuda.

Allora bisogna stare soli davanti alla materia.

 
 

(oltraggio ispirato dalla lettura de Il romanzo di Gregorio, volume curato da Simona Morando e pubblicato nel 2016 da Il Canneto Editore, che raccoglie il romanzo e i testi preparatori del libro d’esordio di Francesco Biamonti, L’Angelo di Avrigue, apparso per i tipi di Einaudi nel 1983).

 
 

L’immagine proviene da qui.

 
 
 

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