Un aviatore

 
 
 
di Giovanni Blandino
 
 
 
 
un-aviatore-illustrazione-squadernauti-2048Era il 31 luglio 1944 e un aviatore a bordo del suo P38 pensava alla morte di suo padre.

No, dobbiamo essere più precisi.

In quel momento  —  erano le 14.24  —  l’aviatore sorvolava i cieli a ovest della città francese di Cassis e pensava al grande orologio della gare de Lyon. Era uno dei più grandi al mondo, con delle lunghe braccia che parevano immobili.

Anche molti anni addietro l’aviatore aveva pensato a quell’orologio così grande. Era stato mentre Monsieur D. nel salone accanto annunciava la morte di suo padre con parole confuse: il conte è morto, alla stazione dei treni, il conte.

Il 31 luglio 1944 in Sicilia due donne, dentro vestiti di fiori, stendevano tovaglie bianche sulle tavole nel cortile. Dietro, una casa di pietra bianca. Era stata costruita sulla ripida collina a nord della città di Scicli e, in quel momento, si stava preparando alla festa della sera.

Il 31 luglio 1944 era un sabato e accadevano molte altre cose che si potrebbero dire insignificanti.


Lungo la strada per Maribor, un ragazzo sorrideva all’idea che nessuna carta geografica mostrasse i dettagli che aveva incontrato nel suo viaggio. Altrove una gattarola finiva di oscillare mentre un pittore ne disegnava i contorni su di un taccuino color porpora. Le mani di una donna usavano la quinta pagina del giornale  —  un pezzo  —  per raccogliere la polvere di caffè rimasta sulla tavola.

Il 31 luglio 1944, a ovest della cittadina spagnola di Motril, un ruscello scorreva tra l’erba, balio di una trentina di fiori.

Il 31 luglio 1944  —  erano esattamente le 14.28, ora  —  l’aviatore, a bordo del suo P38, pensava a quel ruscello in terra di Spagna.

No, meglio… dobbiamo essere ancora più precisi.

Ricordava lui, in quell’istante, il dito del compagno Guillaumet poggiato sulla carta geografica a indicare il punto in cui, invisibile, scorreva l’acqua.

Sì, così va bene. Bisogna aver molta cura, in questi casi.

Ricordava lui le parole del compagno che svelavano, una dopo l’altra, i dettagli che la carta nascondeva.

Attento al ruscello  —  diceva — interrompe la pista… segnalo sulla tua mappa.

Dettagli importanti. Dettagli insidiosi che alla prima occasione avrebbero potuto trasformare il suo aereo in un fascio di fiamme.

Erano le 14.29 del 31 luglio 1944 e in quel preciso istante l’aviatore ricordava le mani sicure e lievi del suo amico Guillaumet. E la paura che si sentiva scorrere sulla pelle in quella notte di vigilia: l’indomani avrebbe volato per la prima volta, sopra i monti di Spagna.

Il 31 luglio 1944 molte cose accadevano nel mondo, ma nessuno si fece cogliere dal pensiero che la Storia ignora i particolari. E che questo sia il suo più grande difetto.

 
 

[Antoine de Saint-Exupéry, aviatore e scrittore, scomparve il 31 luglio 1944 nei cieli sopra l’isola di Riou, a sud di Marsiglia. Era in missione di ricognizione sulla Francia occupata. Alle 14.30 i radar militari registrarono per l’ultima volta la sua posizione. Nel maggio del 2000 fu un sommozzatore francese a ritrovare i resti del Lockheed P38 Lightning sul quale viaggiava.]

 
 

Giovanni Blandino è nato alla fine degli anni Ottanta a Fermo. Attualmente lavora tra Bolzano e Roma. Viaggia, in bicicletta. Cammina, in montagna. Scrive, per lavoro e per diletto. È appassionato di narrazione, fumetto e illustrazione. Ha pubblicato racconti brevi su Cadillac e L’Inquieto.

 
 

Illustrazione originale di Stefano Orsetti.

 
 
 

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