Assoluto e scrittura

 
 
 

Ogni desiderio di assoluto nasconde una fuga dalla forma in cui si è costretti.

L’assoluto nega i modi, le forme, il tempo. E la vita non è che modi, forme, contraddizioni.

L’assoluto non si può ricercare, non esiste ricerca capace di sopportarlo.

All’assoluto bisogna prepararsi. Per l’assoluto non si è mai pronti.

Perché a ciascuno non è toccato che un modo, una forma, una quantità finita di parole e di errori, un corpo, che si spegnerà e sarà uguale ad altri, assente, invisibile e assoluto.

Ma gli errori degli altri non cancellano i nostri. Gli altri, compagni ed eguali, non esistono per giustificarci.

L’assoluto non dà premi né conferme.

Allora bisognerebbe guardare alla scrittura come a un paesaggio, in cui assoluto e corpo coincidono.

 

Illustrazione originale di G. C. Cuevas.

 
 
 

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