Paesaggio

 
 
 

Un’astrattezza che impedisca le morbosità di ogni particolare e un corpo che limiti le fughe, i ragionamenti, l’intelligenza.

È necessaria la grandezza, la vastità, ma mai come prova di onnipotenza, solo come immagine dell’imprendibile.cr-puscule-1897

È necessario un corpo che spezzi le continue relazioni dell’astratto, le sue incessanti possibilità.

Ci sono loro, che dall’altro aspettano conferme e poi stabiliscono somiglianze o addirittura identità, uguaglianze.

Ci sono loro, che desiderano l’avversario, convinti di sapere dov’è l’altro, certi che sia semplicemente il contrario che dà sulla voce, colui che contraddice.

Ci sono loro, che parlano, parlano, parlano e credono che nell’infinita divagazione che afferma, dubita e nega ogni cosa e il suo opposto, si celi l’altro, la verità.

Ci sono loro, che guardano il paesaggio, con gli alberi, le radure, le valli e non vedono natura, parti, unità, ma solamente una grande apertura senza luoghi, irriconoscibile, innominabile, da dove provengono le parole.

E, alla fine, resta soltanto il paesaggio.

 
 

 L’immagine proviene da qui.

 
 
 

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