Lettere a Merline

 
 
 

Bisogna accettare di non sapere cos’è la vita, esattamente, per dedicarsi all’arte, alla scrittura.

Bisogna accettare di non sapere dov’è la vita esattamente.

Bisogna allontanarsi da tutto, dalle occupazioni, dagli impegni, dalle abitudini, senza rimuoverne l’esistenza. Bisogna accettare tutto, amare ogni cosa.

È necessaria una dedizione senza volontà, una tenacia priva di desideriolettere a merline di affermazione, un’ostinazione libera dai motivi e dagli scopi.

Bisogna ogni volta iniziare, impossibile continuare.

Bisogna rinunciare alle distinzioni, alle gerarchie, alle scelte, che fanno possibile la vita. Tutto è uguale di fronte all’arte: l’amore, gli affari, i sentimenti, gli obblighi. Tutto è altro.

Non si può pretendere la compagnia dei più cari, dei più capaci, dei più meritevoli. Bisogna lasciare gli equipaggi e, al contempo, non cercare l’eroismo, la santità, l’orgoglio della solitudine.

È necessario non essere al sicuro, non cercare protezione.

Bisogna nascondersi e ammettere che si può essere trovati, dimenticati.

Bisogna conoscere gli strumenti, le tecniche, la materia, la lingua, con rigore e costanza maniacali.

Bisogna accettare di non sapere dov’è l’arte, esattamente, di non sapere che cos’è.

 
 

(ispirato a Rainer Maria Rilke, Lettere a Merline, prefazione di Enzo Restagno, traduzione di Francesco Bruno, Archinto, Milano, 2015)

 
 
 

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