Il gatto di Schrödinger

 
 
 

Riuscire a dire attraverso la presenza della scrittura, luogo dell’affermare, del porre, l’esperienza del perdere ciò che è più caro:

gx-TXaizQcCpm8dcWcF5Vw2KI0J6kKAhBNZJBM2iiBY,ZqxEwf9h5nI9eau1dC8XcU3FriEPcXC-p9pZfSJOnno“Come se la sua scomparsa avesse aperto un buco trasparente nello spessore delle cose, che rivelava un’assenza tanto enorme da inghiottire tutto ciò che la nostra vita aveva significato, aveva contenuto. Una specie di sifone che aspirava lo spazio e il tempo vorticosamente, ma per farli poi risgorgare nella pura semplicità di una presenza assolutamente nuda. L’universo che si riempiva splendidamente di tutta una profusione gratuita di segni rivolti a noi soli”.

La scrittura allora è il luogo in cui i possibili, e i contrari, convivono, in cui la verità si mostra senza resistenze.

La scrittura è amorale, è al di là dei costumi, delle leggi, delle misure, cioè del tempo, guarda con dolcezza e dolore a ciò che è indicibile, inaccettabile:

“Qualcosa come un’estasi. Scandalosa e terribile. Che non si può conoscere finché non si è toccato il fondo, provato la sensazione di aver perso tutto. E quella di ritrovarsi totalmente liberi in un mondo diventato completamente vuoto. A levitare. Il terreno svanito da sotto i nostri piedi. Senza più niente su cui contare”.

La scrittura dice la coincidenza insopportabile e inenarrabile di disperazione e gioia. Strappati all’esistenza eppure liberati, dopo un comune grave lutto, lui e lei come due voci senza corpo:

“– Ti ricordi?
– Mi ricordo. Mi piace ricordare quei giorni. Mi dico che quando avrò dimenticato tutti gli altri, saranno i soli di cui rimarrà traccia.
– Eravamo felici.
– È vero.
– Disperati e felici.
– Chissà se qualcuno può capirlo?
– No, nessuno.
– Solo noi.
– Un segreto.”

Ed è un gatto, un gatto soltanto, con il suo essere e non essere, nella sua ferinità e altera eleganza che si dà e si sottrae, a condurre davanti a ciò che, dopo tanto domandare, è ancora senza soluzione.

 
 

(le citazioni sono tratte da: Philippe Forest, Il gatto di Schrödinger, traduzione di Gabriella Bosco, Del Vecchio Editore, Bracciano (RM), 2014, p. 168)

 
 
 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...